
Dopo la cena aziendale natalizia, riesco a recuperare un passaggio da un collega, giusto in tempo per arrivare a S. Cristoforo per il treno delle 21.51; arrivo in stazione con addirittura cinque minuti di anticipo.
Non riesco nemmeno a rilassarmi un minuto nella sala d'attesa che vengo gelato dall'annuncio della soppressione del treno!
La prima reazione è stata una sequenza di insulti e improperi che vi risparmio, poi inizio a ragionare e decido di uscire sul piazzale della stazione in cerca di qualche mezzo sostitutivo per tornare a casa.
Invano.
Sono però incuriosito da tre persone che stanno discutendo animatamente: due dipendenti ATM e un ragazzino sudamericano. Mi avvicino in cerca di notizie e mi rendo conto che i due dell'ATM stanno cercando qualcuno delle ferrovie per capire cosa fare con i passeggeri rimasti a terra.
Il ragazzino sta telefonando e colgo alcuni brani della conversazione in spagnolo che alludono ad un "allagamento della calle". Uno dell'ATM nel frattempo è riuscito a trovare un riferimento telefonico: "Tu sei a Genova? Io sono a Tirana e ce ne sono qua tre: un collega e altri due. Cosa dobbiamo fare? Viene un collegamento? Con Corsico? Ma poi c'è il treno? Ah, ok. Allora li porti tu? Mi raccomando segna tutti quelli che porti a Corsico e quelli che porti a Genova perché sai che poi chiedono il resume. Ciao"
L'altro dipendente ATM chiede spiegazioni: "Ma allora il treno non passa?"
"No, arriva solo fino a Corsico e poi torna indietro perché c'è un problema nella tratta fino a Genova"
"Sì, ho sentito che c'è l'acqua; è straripato il naviglio…"
"Straripato il naviglio??!? Ma non dire cazzate, come fa a straripare il naviglio?! E poi dal naviglio ai binari ce n'è di strada…"
"Beh, comunque poi a Corsico c'è il treno?"
"Così han detto… ora devo andare a Genova, aspettate qua che tra due minuti arriva il bus"
Detto questo si infila nella macchina ATM e parte di volata verso la sua meta.
Il dipendente ATM rimasto comincia allora le sue lamentazioni: "Certo che prima di trovare qualcuno che desse una risposta c'è voluta una vita! È proprio uno schifo: noi dell'ATM abbiamo i nostri problemi ma questi qua sono molto peggio! Non so come fate a prendere questi treni tutti i giorni!"
Si rivolge poi al ragazzino sudamericano: "Mi sa che si viaggia meglio da voi che qua in Italia, vero?"
"Da noi in Ecuador nessuno usa più il treno… avevano troppi problemi e adesso non ce ne sono quasi più e tutti usano il bus che è più piccolino e più facile da gestire".
Poi aggiunge: "Io sono preoccupato anche perché se arrivo troppo tardi alla stazione di Vigevano arrivano i ladri di biciclette che tagliano anche le catene grosse!"
"E sì… sei andato proprio a finire in un bel Paese"
Nel frattempo arriva il bus, anticipato dalla macchina con lo stesso personaggio ATM di qualche minuto prima.
"Ecco il bus, salite che vi portiamo a Corsico. Poi lì c'è il treno!"
Saliamo sul bus, già pieno di malcapitati provenienti da Porta Genova e dopo pochi minuti arriviamo a Corsico. Il bus ci scarica a circa duecento metri dalla stazione, probabilmente a causa delle strade strette; pazienza, riapriamo gli ombrelli e raggiungiamo la stazione dove abbiamo la triste sorpresa: il tanto promesso e desiderato treno NON c'è!
Il nostro paladino dell'ATM non ci ha abbandonato: arriva in stazione e comincia a cercare qualcuno.
"Ma possibile che non c'è mai nessun dirigente di movimento con cui parlare in queste stazioni??!" e ricomincia il giro di telefonate mentre la folla inizia a spazientirsi: "Ma siamo sicuri che ci sono questi benedetti treni?!"
"Sì, c'è il treno, ma alle 22.56" sentenzia un ragazzo appoggiato al muro della stazione.
"Come??!?! Dobbiamo aspettare ancora??!"
Intanto in lontananza si scorgono le luci di un treno in arrivo da Mortara.
"Eccolo! Dai che si parte ragazzi!"
"Sì, ma il display dice che questo va a Milano"
"Già perché secondo te riescono ad aggiornare anche le informazioni in tempo reale?"
Il convoglio viene preso immediatamente d'assalto e la prima vittima è il macchinista, che viene tempestato da centinaia di domande. I pendolari restano sconcertati quando si rendono conto che il macchinista è quasi all'oscuro di tutto: "So solo che mi hanno detto di non proseguire la corsa oltre Corsico, ma non ho avuto istruzioni in merito ad un ritorno immediato verso Mortara di questo treno"
La folla comincia a spazientirsi e quelli più gentili chiedono il numero di un dirigente che rendesse conto della situazione.
A questo punto interviene ancora il paladino dell'ATM: "Fermi tutti! Non potete prendervela con lui. Non ne sa niente. C'è solo da avere pazienza…"
"Ma sì, è vero… non ha senso prendersela con lui… e poi ormai non ha più senso nemmeno protestare! Non otteniamo nulla lo stesso!" borbotta spazientito qualche pendolare nelle retrovie.
Intanto, un gruppo di ragazzi scende dal treno e chiede timidamente: "Ma questo treno allora a Milano non ci va?"
"NO CHE NON CI VA! E nessuno sa nemmeno dire quando riprenderà la circolazione!" rispondono in coro tutti quanti.
"Uff… chi deve andare a Milano? C'È QUALCUNO CHE DEVE ANDARE A MILANO?" urla il paladino. "Dai venite con me che a Milano vi ci porto io!" e si tira dietro un gruppetto di persone.
Dopo una quarantina di minuti e una mezza dozzina di litigi, insulti e scontri verbali tra i pendolari e il personale del treno fermo in banchina, il convoglio parte e ci porta a casa tutti quanti: domattina, ancora una volta, nessuno mai saprà di quello che è successo stanotte!