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Storie di ordinario pendolarismo sulla linea Milano - Mortara

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Com'è la vita di un pendolare della linea Milano - Mortara? Sicuramente è ricca di disagi, disservizi e frustrazioni, ma a volte capita di vivere degli episodi che rendono il viaggio meno amaro; tutto in attesa di un secondo binario che non arriva mai...

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sabato, 04 luglio 2009

Tecnologie

hal-9000-eyeSalgo sul treno e lui, il pendolare tecnologico, stava già facendo una telefonata di lavoro: "Sì Francesca, appena ho sentito il beep del mio blackberry ho letto immediatamente l'email e ti ho chiamato… dunque dovresti andare da Carlo e mostrargli il prospetto di aprile dei clienti corporate, incrociato con i dati fornitici da vendite e poi… ma scusami che il cellulare è scarico e potrebbe lasciarmi da un momento all'altro… NOOOO! È morto!".
"Adesso come faccio?! Dici che si ricarica con la presa USB?" chiede allarmato rivolto ad uno dei suoi compagni di viaggio.
Non aspetta nemmeno la risposta, estrae subito il laptop dalla borsa e collega il blackberry ad una porta USB.
"Bene, sembra che si stia caricando", osserva soddisfatto mentre richiude il portatile e ricomincia ad armeggiare col blackberry.
"Ma no! Non si carica più! Adesso come faccio?" esclama allarmato.
"Forse non avresti dovuto chiudere il portatile…" suggerisce uno dei compagni di viaggio, che non viene però preso sul serio: "Ma no… non è quello… è che non si carica… e adesso come faccio?!".
Nel frattempo mi rendo conto che il treno è fermo da almeno quindici minuti alla stazione di Gaggiano e i passeggeri cominciano a borbottare: "Insomma, che cosa succede oggi?! Non ti dicono mai niente!", "Oggi? Perché non ti ricordi che anche ieri e l'altro ieri siamo rimasti fermi per delle ore senza che nemmeno si sognassero di giustificare il ritardo?".
Mentre siamo tutti impegnati in questi ameni discorsi, passa la capotreno tutta trafelata ignorando apparentemente i commenti dei pendolari.
Proprio mentre sta lasciando la carrozza si accorge dell'atmosfera pesante e si ferma per abbozzare candidamente qualche scusa: "Si è guastato il sistema automatico di segnalazione della stazione e abbiamo dovuto gestire a mano i segnali per l'incrocio con l'altro treno".
"Ah beh! Potevate dircelo subito, no?"
postato da: tramp alle ore 07:34 | link | commenti
categorie: disservizi, milano-mortara
sabato, 20 giugno 2009

L'abito non fa il monaco

folliaSono comodamente seduto nel mio posticino ad espletare le mie funzioni di origliatore della Milano – Mortara, quando ad un certo punto sento dei rumori strani, come una specie di schiocco. Il mio primo pensiero è quello di un problema tecnico all'impianto audio che annuncia le fermate del treno, ma mi devo ben presto ricredere: "Mi scusi… Potrebbe gentilmente smettere di far palloncini a raffica con il suo chewing gum?" chiede infatti una signorina rivolgendosi a qualcuno seduto alle mie spalle.
"Assolutamente sì!" risponde una voce pacata dietro di me.
"Mah, sarà la solita banda di ragazzotti impertinenti" penso distrattamente mentre il silenzio torna a regnare nella carrozza e tutti ricominciano a dedicarsi alle loro attività.
Arriva la mia fermata e mentre mi alzo getto un'occhiata al posto dietro il mio per guardare in volto il colpevole. Sorpresa: un apparentemente distinto business man poco più che trentenne in giacca e cravatta, con i capelli tutti gellati e che continua a ruminare la sua gomma evitando diligentemente gli schiocchi.
Sono in fila proprio dietro alla signorina, che si appresta a scendere alla mia stessa fermata, quando noto con la coda dell'occhio che il gentleman si alza, arriva e comincia a richiamare l'attenzione della signorina toccandole la spalla.
"Sì, cosa c'è?".
"Nulla… volevo solo capire come mai su una carrozza dove c'erano più di trenta persone solo lei ha avuto da ridire sul rumore. E poi, non ho capito: mica siamo in chiesa, che dobbiamo fare silenzio".
"Ma… veramente non dava fastidio solo a me; per esempio anche la signora che mi stava seduta di fronte era infastidita dallo scoppio dei suoi palloncini. Il fatto che abbia parlato solo io non vuol dire che fossi l'unica ad essere infastidita".
I due continuano con il botta e risposta e io mi ritrovo in mezzo, a seguire lo scontro come se fossi il giudice di sedia del centrale di Wimbledon; alla fine l'atmosfera si riscalda:
"E poi, voglio dire, poteva anche chiedermelo più gentilmente!".
"Ma cosa dovevo dirle? In fondo la richiesta mi sembrava sufficientemente gentile".
"Ah! Le sembrava gentile… mi fa fare una figura di merda così di fronte a tutta la carrozza… mancava solo che mi ci mandasse!".
"Senta si calmi… non mi pare il caso di farne una tragedia: le ho chiesto se poteva smettere e lei l'ha fatto… chiuso!".
"Chiuso che cosa??! Ma se lei ha i suoi problemi non si deve certo sfogare con me!".
"Ma cosa sta dicendo? Guardi, prima non ce l'ho mandata, ma se continua così ce la mando adesso!".
"Ma brava… senti questa str***a! Affanc* ti ci mando io!".
La situazione sta decisamente degenerando e io sono sempre più imbarazzato, ma decido di non intervenire anche perché il treno è ormai fermo e tra pochi secondi saremo scesi tutti quanti e il capitolo si chiuderà da solo.
Infatti la signorina scende proprio davanti a me e il ragazzone sta tornando al suo posto, ma noto che ha uno scatto improvviso e torna sui suoi passi, infila due dita in bocca, ne estrae il corpo del reato e lo scaglia contro la signorina, mancandola di un soffio.
Questo è il gesto che fa traboccare il vaso: tutti i compaesani della ragazza che hanno assistito alla scena cominciano ad inveire contro il lanciatore di chewing gum, che a sua volta ribatte prontamente ad ogni insulto e ad ogni accusa.
Dopo aver incassato un centinaio di "vergognati!" e di "ti stai comportando come un bambino!" le porte si richiudono e il treno si porta via il suo carico di ordinaria follia.
postato da: tramp alle ore 16:42 | link | commenti
categorie: follia, treno, pendolari, milano-mortara
venerdì, 15 maggio 2009

Bandiera bianca

bandiera_biancaCome molti di voi sapranno, lo scorso mese di marzo c'é stato il tentativo di attuare lo sciopero bianco dell'abbonamento: si comprava il tagliando, si timbrava regolarmente, ma si doveva cercare di non mostrarlo ai controllori.
Erano mesi che non incrociavo controllori durante i miei viaggi. Ed ecco che, come per incanto, mi controllano cinque volte nella stessa settimana, quasi fosse una prova di forza da parte di Trenitalia.
Devo ammettere di non aver mai notato, in queste circostanze, una buona coesione da parte dei pendolari, né di essermi a mia volta distinto dall'andazzo pecorone: in effetti non sono mai riuscito a fare la mosca bianca dopo che tutti i pendolari della prima parte del vagone avevano già mostrato i loro biglietti...
Questa sera però si è presentato un controllore che chiamare aggressivo sarebbe poco onesto...
Entra spavaldo nella carrozza e controlla senza problemi i primi biglietti; arrivato in fondo incappa in tre persone con un biglietto non timbrato e in un abbonamento magnetico senza scontrino.
"Cinquanta euro!" esclama perfidamente con un po' di malcelata soddisfazione.
Due donne di colore fanno finta di nulla, mentre la terza persona con il biglietto non timbrato, una ragazzotta sui ventanni, tenta di abbozzare qualche scusa: "Ero di fretta; il treno era sull'I est invece che sul primo binario e c'era un sacco di gente, quindi non sono riuscita a cercarla per timbrare il biglietto".
Il controllore non cede di un millimetro nemmeno quando la ragazza gli dice che altri controllori le avevano fatto una multa di soli cinque euro in una simile occasione.
L'inflessibile funzionario ignora ogni scusa e ribadisce il suo inesorabile: "Cinquanta euro!", poi si rivolge al ragazzo (di colore) senza scontrino e gli chiede se fosse lo stesso che la settimana prima aveva un biglietto timbrato a penna.
"Non tutti quelli che sono neri sono la stessa persona" risponde pacatamente il ragazzo.
"Sì lo so, non ho mica detto questo... se non eri tu, mi son sbagliato... e intanto non mi hai ancora trovato questo scontrino però! E voi tirate fuori i cinquanta euro!".
Dopo un po' di trattative, fa scendere il prezzo della multa a cinque euro, ottenendo la soddisfazione della ragazzotta e del ragazzo senza scontrino.
"Noi invece non abbiamo nemmeno i cinque euro; abbiamo solo il biglietto nuovo!", ribattono le due donne di colore.
Il controllore rincara allora la dose: "Se non avete nemmeno i cinque euro, allora dovete scendere! E scommetto che non è nemmeno la prima volta che vi beccano con lo stesso biglietto non ancora timbrato!".
In attesa dell'arrivo alla stazione successiva il controllore continua le sue provocazioni con il resto della carrozza: "Tutti i giorni è così! Possibile che in ogni carrozza ci sia sempre una buona percentuale di gente che pensa di poter viaggiare senza pagare il biglietto?! E poi avete il coraggio di lamentarvi del servizio! Cominciate a pagare tutti il biglietto! Addirittura c'è gente con il biglietto in regola e che deve stare in piedi perché il posto a sedere è occupato da chi non avrebbe nemmeno il diritto di essere sul treno!!"
Ci guardiamo tutti in faccia allibiti e non so quale strano meccanismo abbia impedito ai pendolari di ribellarsi e di linciare lo spaccone, che intanto conclude il suo discorso: "E mi meraviglio che stasera non ci sia stato nessuno che abbia tentato di prendere le difese di questa gente!"
postato da: tramp alle ore 23:49 | link | commenti (1)
categorie: biglietto, pendolari, abbonamento, milano-mortara, controllore
domenica, 19 aprile 2009

Pendolari (3)

treno1Cosa fa un pendolare della MI-MO durante il viaggio? Si può fare una prima distinzione di massima: ci sono i solitari e i sociali.
I sociali si dividono a loro volta in tradizionali e tecnologici, mente i solitari si possono dedicare a molte più attività… ma vediamo il dettaglio!
Sociali tradizionali: se non hanno un appuntamento fisso in una carrozza ben precisa del treno, lo percorrono in tutta la sua lunghezza scrutando con estrema attenzione tutti i posti, alla ricerca di qualcuno con cui chiacchierare: "Ciao! Anche tu prendi questo treno?".
Sociali tecnologici: salgono sul treno mentre parlano al cellulare, si siedono nel primo posto libero che incontrano e non si accorgono nemmeno delle persone che hanno intorno, fino a quando, dopo aver riagganciato e controllato che il credito, i messaggi e tutto quanto riguarda il loro aggeggio sia a posto, si rendono conto di essere stati tutto il tempo seduti di fianco al loro migliore amico: "Ma ciaoooo".
Sociali sfigati: salgono sul treno guardandosi intorno alla ricerca di qualche volto noto, ma invano; si armano allora di cellulare e cominciano a fare qualche tentativo: "Ciao sono X, dove sei? Ah, ok, noooo figurati! Nessun problema… Ci sentiamo eh? Ciao!". Dopo il terzo tentativo andato a vuoto e terminato con un rimbalzo, fanno una pausa durante la quale si guardano nuovamente intorno alla ricerca di qualche vittima, poi ricominciano con la ricerca telefonica che continua fino alla stazione di destinazione.
Passiamo ora ai solitari, che si possono dedicare alle attività più disparate:
Lettori: Sì, moltissimi leggono: c'è chi legge l'ultimo best seller; chi un libro in lingua originale per far pratica con le lingue o soltanto per essere originale; chi un romanzo; chi un quotidiano (il più delle volte gratuito); chi legge riviste di meccanica (il soggetto ideale delle visite di leva); chi libri di cucina.
Sono poi aumentati notevolmente negli ultimi tempi i lettori religiosi: li si vede sempre più spesso e si riconoscono dalla concentrazione quasi ispirata con la quale si eclissano nella lettura di testi o riviste religiose (delle religioni più disparate e improbabili) e dalla meticolosità con la quale prendono appunti e sottolineano i passaggi più significativi di qualche salmo.
Ludici: anche in questo caso ci sono giochi per tutti: ci sono gli amanti del sudoku avvolti in una nuvola di numeri; quelli tradizionalisti, armati di settimana enigmistica; quelli dotati di consolle all'ultimo grido; quelli che giocano a carte o a scacchi (ne ho visti anche due che giocavano con una scacchiera disegnata su un foglio di carta e con i pezzi che volavano da tutte le parti!).
Dormiglioni: molto frequenti soprattutto alla mattina presto o sui treni della sera, con la particolarità che sanno (quasi) sempre quando svegliarsi.
Ottimizzatori: sono soprattutto donne e sui treni del mattino: ne approfittano per truccarsi ed operare una trasformazione totale del loro volto nell'arco di due fermate.
Retrò: ci sono persone che lavorano a maglia o all'uncinetto… e non sono solo vecchiette!
Esiste poi una categoria che può essere considerata trasversale a tutte o a buona parte delle precedenti: quella dei tecnologici. Loro possono leggere con collegamento mobile in banda larga l'edizione on-line di Repubblica; possono giocare ad un gioco di ruolo sempre in rete oppure sostituire la lettura di un romanzo con la visione di un bel film.
E voi cosa fate? E qual è l'attività più curiosa che avete visto fare sulla MI-MO?
postato da: tramp alle ore 17:20 | link | commenti (5)
categorie: treno, pendolari, milano-mortara
martedì, 24 marzo 2009

Dove c'è Barilla c'è...

mulinoAnche stasera mi ritrovo a fare il viaggio di ritorno in piedi davanti alle porte della carrozza insieme ad un'altra decina di persone.
Tra i compagni di sventura c'è una ragazza che sta chiacchierando con due suoi amici. I miei sensi di ragno mi suggeriscono di mettermi in ascolto ed io obbedisco.
"Ah, che fame! E pensare che questo pomeriggio ho fatto anche merenda: mi sono mangiata una merendina del Mulino Bianco".
"Io non le mangio mai le robe del Mulino Bianco", ribatte uno degli amici.
"Ah, io ne mangio a tonnellate! Con tutte le merendine che mi sono mangiata, potrei essere già un'azionista di maggioranza!"
Drrinn! Squilla il cellulare della ragazza.
"Pronto? Sì, ciao... No, non mi disturbi affatto stavo facendo un viaggio in treno in business class... No! Stavo scherzando! Non l'avevi capito?! Sono in piedi compressa in mezzo ad una mandria di bufali su un treno della Mi-Mo e con me ci sono anche Alberto e Luca. Dai ci sentiamo dopo! Ciaooo".
Non appena finita la telefonata, uno degli amici riprende la conversazione interrotta: "Ma lo sai che sei praticamente una trafficante d'armi?"
"Cosa?! Che stai dicendo? Sei impazzito?"
"Non lo sai che la Barilla, proprietaria della Mulino Bianco è controllata in parte anche da una famiglia svizzera che è una delle più grandi produttrici di armi d'Europa fin dai tempi della seconda guerra mondiale?"
"Quindi vuoi dire che è come se avessi finanziato la costruzione di un fucile?"
"Forse anche un carro armato, visto che ne mangi a tonnellate..."
"Esagerato! Un carro armato è grande! Quante brioche devo aver mangiato per fare un carro armato?"
"Beh, se ne hai mangiate tante da diventare un'azionista di maggioranza mi sa che un carro armato ormai l'hai praticamente fatto!"
"Ommamma santissima! Se penso alla pubblicità con le famigliole felici e i bambini che corrono nei prati... dici che tra una spiga e l'altra dovrebbero mostrarti delle mine antiuomo e robe del genere?"
"Brava".
"A dire il vero" interviene l'altro ragazzo "avevo sentito pure io questa storia e avevo fatto delle ricerche su internet: le notizie in merito sono del 2001 e si parla anche di una risposta da parte del gruppo Barilla di cui non si trova traccia".
Chi avrà ragione? Dobbiamo temere di più i disagi della Mi-Mo o gli effetti collaterali di quello che mangiamo?
postato da: tramp alle ore 13:51 | link | commenti (3)
categorie: treno, merendine, pendolari, milano-mortara
venerdì, 06 marzo 2009

Land of confusion

babel




Can't you see
This is a land of confusion.
This is the world we live in












Svolto l'angolo, mi immetto nella via che porta alla stazione e vedo che è assediata da un mare di folla.
"Cominciamo male" penso mentre comincio a scrutare l'orizzonte in cerca di un volto noto a cui chiedere informazioni. Ma attenzione! C'è un annuncio! Zitti tutti che ascoltiamo!
"Dlin dlon. zzhhzhshshr Stazione di Abbiategrasso zzzshhhshhrrh Si avvisano i signori viaggiatori che zzhhhshzhzhrh quarantadue zzhhzhhshh".
Boh, forse ero ancora un po' troppo lontano e non ho capito molto. Provo a farmi largo e ad avvicinarmi alla biglietteria della stazione.
Le informazioni recuperate dai compagni di viaggio sono poche e confuse; l'unica certezza è che più di un treno della mattinata sta accumulando un ritardo imprecisato.
Molti se ne vanno in cerca di un autobus o di un passaggio in automobile, altri iniziano ad inveire contro Trenitalia e altri ancora cominciano a piangere disperati, ma la maggior parte dei pendolari resta in stazione in attesa di notizie.
Dopo un altro annuncio incomprensibile ne segue uno con voce registrata che annuncia la soppressione del treno delle nove. Questo annuncio viene ripetuto una diecina di volte, intervallato da altri annunci incomprensibili.
Si inizia intanto a diffondere la notizia che il primo treno in arrivo sarà il diretto. Vado a controllare sui display, ma ovviamente non sono aggiornati e mostrano ancora tutti i treni, senza indicazioni di ritardo, compresi quelli che avrebbero dovuto partire un'ora prima.
Dopo l'ennesimo annuncio incomprensibile - Dlin dlon. zzhhzhshshr Stazione di Abbiategrasso zzzshhhshhrrh Si avvisano i signori viaggiatori che zzhhhshzhzhrh quarantadue zzhhzhhshh Gaggiano zzshhhrhh - la rabbia comincia a diffondersi anche tra i pendolari più tranquilli.
Ma abbiamo fiducia! Proviamo ancora a fare silenzio che c'è un altro annuncio: "Dal 1 marzo 2009, Trenitalia, in accordo con la regione Lombardia, apporta alcune modifiche all'orario per migliorare la regolarità del servizio".
NOOOO! Questo è troppo: non possono fare un annuncio che parla di regolarità del servizio in un momento dove di regolare proprio non c'è nulla!
Qualcuno comincia ad assediare la biglietteria in cerca di informazioni: "Scusate ma almeno potete dire a chi fa gli annunci di parlare più chiaramente?"; "Già, chi hanno messo al microfono? La donna delle pulizie?" rincara un altro pendolare. "Ma che donna delle pulizie... quella parla benissimo. Devono aver fatto una selezione accuratissima per trovare una che facesse degli annunci così incomprensibili!"
Il personale della biglietteria allarga le braccia e risponde sconsolato: "Abbiamo avvertito la centrale operativa del fatto che gli annunci non si capivano, ma ci hanno risposto che non è vero e che gli annunci si devono sentire perfettamente".
Va bene, capisco che non ricaverò informazioni nemmeno qua, quindi torno fuori e mi riallineo con gli altri pendolari, che mi riferiscono: "Qualcuno dice che il primo treno ad arrivare sarà il diretto, ma gli annunci parlano dell'8.42... boh".
Ma attenzione, inizia a suonare la campanella: arriva un treno! Eccolo! Lo vedo che entra lentissimamente in stazione: è stracolmo di pendolari che guardano allarmati la folla in attesa sulla banchina.
Il treno si ferma, si aprono le porte e comincia l'invasione. Chiaramente non tutti riescono a salire, ma arriva la notizia che a breve arriverà un altro treno per Milano.
Le porte si chiudono e, ancora più lentamente di quando era arrivato, il treno riparte.
Ricominciano gli annunci incomprensibili, ma almeno si nota un (vano) tentativo di scandire meglio le parole.
"Dlin dlon. zzhhzhshshr Stazione di Abbiategrasso zzzshhhshhrrh Si avvisano i signori viaggiatori che zzhhhshzhzhrh il primo treno utile per Milano zshhshhrs quarantadue zzhhzhhshh straordinaria zsshhshhrrhhx Gaggiano zzshhhrhh".
Intanto arriva di corsa un pendolare che dice di aver parlato con il capotreno del convoglio appena partito: "Sta arrivando il diretto e farà una fermata intermedia a Gaggiano per raccogliere quelli che non riusciranno a salire sul treno di poco fa!"
"Ma allora perché l'annuncio parlava dell'otto e quarantadue??!"
"No! Non parlava dell'otto e quarantadue, ma del treno duemilacinquecentoquarantadue, che sarebbe il diretto!"
Uno dei pendolari si accascia su una panchina con la testa fra le mani: "Abbiamo voluto fare lo sciopero bianco? Ci hanno punito subito!"
"Sì, punizione per lo sciopero bianco... con la frequenza con cui controllano i biglietti mi sa che non se ne accorgeranno nemmeno che stiamo facendo questo sciopero!"
Intanto un altro pendolare, che deve scendere a S. Cristoforo, comincia a chiedersi preoccupato quando ci sarà il primo treno utile che fermi anche in quella stazione.
"Ma perché non sali comunque sul diretto, scendi a P. Genova e poi non prendi il treno che torna indietro?"
"Già, buona idea, però quanti treni hai visto andare verso Mortara oggi?"
"Hmmm, effettivamente nemmeno uno..."
Intanto il diretto arriva e carica quasi tutti i pendolari, tranne quello di S. Cristoforo... Che dite? Starà ancora aspettando?



postato da: tramp alle ore 23:46 | link | commenti
categorie: treno, disservizi, pendolari, milano-mortara
giovedì, 19 febbraio 2009

La legge di Murphy

decisioni
Chi lascia la strada vecchia per la nuova,
sa quel che lascia,
 ma non quel che trova





 

Stasera piove e, tanto per cambiare, deve essere successo qualche casino lungo la linea, perché il 18.45 è stracolmo di pendolari, tutti pigiati uno vicino all'altro come un bel mazzetto di asparagi.
Arrivati a S. Cristoforo vedo un ragazzo che corre affannosamente per tentare di prendere il treno al volo, ma arrivato in prossimità delle porte si rende conto di essere di fronte ad un muro di persone. Ha un attimo di indecisione: forzare il blocco e tentare di ricavarsi un minuscolo spazio vitale su questa carrozza o cercare di raggiungere la carrozza successiva sperando che sia meno affollata e che nel frattempo le porte non si chiudano lasciandolo a terra?
Il ragazzo opta per la prima ipotesi e inizia un tentativo di sfondamento; le porte intanto si chiudono e il ragazzo resta imprigionato in dieci centimetri cubi con l'ombrello in una mano e lo zaino nell'altra, pigiato contro la ragazza che ha avuto la sfortuna di trovarsi sul suo percorso.
Adocchia però un metro cubo libero all'interno del corridoio della carrozza e allora inizia a muoversi manifestando la sua intenzione di raggiungere la porta di accesso al corridoio.
"Ce la fai a farmi passare? Vorrei andare là nel corridoio…"
"E secondo te non ci sarei andata io se fosse stato possibile? Tu non la vedi, ma qua attaccata alle mie gambe c'è una bicicletta e, sdraiato a dieci centimetri da noi, c'è anche un cane!"
Il ragazzo abbozza una scusa e si rassegna a fare almeno la prima tratta in quella posizione scomodissima; intanto gli altri passeggeri lo guardano con bonarietà e cercano di rincuorarlo dicendo: "Su, poteva andarti peggio: in fondo sei riuscito a salire e, alto come sei, almeno tu riesci a respirare liberamente".
Infatti il ragazzo supera di quasi una spanna gli altri passeggeri, che sono invece costretti a viaggiare come un mazzetto di asparagi e con uno sputo d'aria a testa.
"Il problema è che ogni tanto, quando gli gira, chiudono una o due carrozze in coda al treno, così la gente si trova tutta stipata nell'ultima carrozza accessibile!" attacca subito un asparago.
"E meno male che in occasioni come questa, hanno il buon senso di non passare a chiedere il biglietto!", aggiunge un altro.
"Ehi, tu che hai il periscopio, riesci a vedere se passa qualche controllore, che gli chiediamo spiegazioni del perché ci sono due carrozze chiuse?" esclama un altro sghignazzando, rivolgendosi al ragazzo alto.
Arrivati a Gaggiano, il treno si predispone alla canonica lunga attesa della coincidenza e al nostro eroe iniziano ad illuminarsi gli occhi. Non appena si aprono le porte il ragazzo si fionda fuori dalla carrozza per cercare una posizione migliore. Dopo un attimo di riflessione, decido di imitare il ragazzo e di andare a cercare una sorte migliore, ma arrivato a metà strada tra una porta e l'altra mi rendo conto che stasera non sono previste coincidenze, perché sento il fischio deciso del capotreno: accelero furiosamente e mi butto praticamente addosso al ragazzo mentre le porte si stanno per chiudere.
La situazione nella nuova carrozza non è migliorata di molto, però almeno si riesce a stare in piedi e ad aggrapparsi agli appositi sostegni senza dover assumere posizioni da contorsionisti.
Sono ancora provato dallo scatto di pochi secondi prima e tutto ansimante do un'occhiata al ragazzo di prima, che pure lui respira affannosamente e con lo sguardo condividiamo la spiacevole sensazione che stiamo iniziando a provare.
L'atrio di questa carrozza è effettivamente più libero rispetto all'altro ma cominciamo a capirne anche la ragione: siamo finiti in mezzo ad un gruppo di persone che devono essere sbarcate in Italia dieci minuti fa e che non si lavano da almeno tre settimane! La carrozza è infestata da una puzza nauseabonda: il resto dei pendolari si è stipato nei corridoi avendo cura di tenere ben chiuse le porte che li separano dall'olezzo.
Non c'è nulla da fare: la legge di Murphy ha colpito ancora e non resta che tapparsi il naso e resistere fino alla prossima fermata.
postato da: tramp alle ore 00:40 | link | commenti
categorie: treno, pendolari, milano-mortara, san cristoforo
venerdì, 30 gennaio 2009

Il grande inganno

ingannoOggi sono riuscito a sedermi (forse perché nella carrozza ci sono circa quaranta gradi grazie al riscaldamento?), quindi devo solo decidere se schiacciare un pisolino o dedicarmi alla lettura.
Le palpebre iniziano a calare prima che io riesca a prendere una decisione, ma vengo presto destato dalla porta che si apre e dalla voce della controllora che chiede che le vengano mostrati i biglietti.
Un po' seccato estraggo e mostro il mio documento di viaggio, pensando che la legge di Murphy è proprio spietata: non mi controllavano il biglietto da mesi e lo fanno proprio oggi che ero riuscito a sedermi e che mi stavo appisolando.
Pazienza, il sonno è ormai passato, decido quindi di estrarre il mio libro. Vengo però distratto dalla voce squillante di una ragazza seduta alle mie spalle che esclama divertita, rivolta al suo compagno di viaggio: "Eh eh eh, non si è nemmeno accorta che le ho mostrato l'abbonamento della settimana scorsa!"
"Noooo, non ci credo! Ma sei tremenda!"
"Te lo giuro! E pensa che la bici legata all'ingresso è la mia e per quella ho addirittura perso l'abbonamento!"
"Ah! Perché? C'è l'abbonamento anche per le biciclette?"
"Certo! Costa ottanta euro l'anno. E l'altro giorno ho anche rischiato grosso con i carabinieri..."
"In che senso??"
"Ero arrivata a Porta Genova sul terzo binario e ho attraversato i binari sulla passerella. Non mi ero accorta che c'era lì appostato un carabiniere. Arrivata dall'altra parte sento uno che mi chiede se era quello il modo di attraversare i binari!"
"Multa?"
"No... a parte il fatto che ci ho messo un po' a capire che stava parlando con me, ma poi ho cominciato a confonderlo dicendo che arrivavo in bici col treno e che mica pretendeva che mi facessi il sottopasso con la bici in spalla e via discorrendo"
"E lui si è commosso?"
"No, pensa che non credeva nemmeno che si potesse portare la bici sul treno e lì mi stavo arrabbiando! Gli ho detto che se non ci credeva potevo mostrargli il biglietto!"
"E tu l'avevi già perso??"
"Sì, ma mi è andata bene: sono stata talmente aggressiva che mi ha creduto sulla parola e mi ha lasciato andare..."
postato da: tramp alle ore 23:16 | link | commenti (1)
categorie: bicicletta, abbonamento, milano-mortara, controllore
domenica, 11 gennaio 2009

Qualcosa era successo

"Mi parve di intravedere, nell'angolo a destra in fondo,
un po' in penombra un ferroviere col suo berrettuccio
che si eclissava da una porta, come terrorizzato.
Che cosa era successo?"

Il treno è appena partito da San Cristoforo in direzione Mortara, quando gli altoparlanti delle carrozze diffondono un annuncio: "Attenzione, si invitano gli agenti delle forze dell'ordine in servizio e non in servizio presenti sul treno a recarsi urgentemente nell'ultima carrozza! Ripeto: si invitano gli agenti delle forze dell'ordine in servizio e non in servizio presenti sul treno a recarsi urgentemente nell'ultima carrozza!".
Ci guardiamo tutti in faccia tra lo sbigottito e l'allarmato, poi, piano piano, iniziano a sentirsi i primi commenti e le prime reazioni: "Che succede? Che succede?", "Speriamo che almeno questo non faccia ritardare il treno… e scusate l'egoismo", "Sarà qualche extra-comunitario ubriaco: ce ne sono sempre un sacco nell'ultima carrozza!"
Il treno arriva alla stazione di Corsico e resta fermo per qualche minuto in più rispetto al solito, ma dalla nostra carrozza nessuno riesce a capire cosa stia accadendo.
Alla fine il treno riparte e si sente un altro annuncio: "Attenzione, si avvisano gli agenti delle forze dell'ordine che possono restare dove sono; il problema è rientrato e non c'è più bisogno del loro intervento".
postato da: tramp alle ore 23:53 | link | commenti (8)
categorie: treno, pendolari, milano-mortara
venerdì, 19 dicembre 2008

ATM vs FS

alien-vs-predatorDopo la cena aziendale natalizia, riesco a recuperare un passaggio da un collega, giusto in tempo per arrivare a S. Cristoforo per il treno delle 21.51; arrivo in stazione con addirittura cinque minuti di anticipo.
Non riesco nemmeno a rilassarmi un minuto nella sala d'attesa che vengo gelato dall'annuncio della soppressione del treno!
La prima reazione è stata una sequenza di insulti e improperi che vi risparmio, poi inizio a ragionare e decido di uscire sul piazzale della stazione in cerca di qualche mezzo sostitutivo per tornare a casa.
Invano.
Sono però incuriosito da tre persone che stanno discutendo animatamente: due dipendenti ATM e un ragazzino sudamericano. Mi avvicino in cerca di notizie e mi rendo conto che i due dell'ATM stanno cercando qualcuno delle ferrovie per capire cosa fare con i passeggeri rimasti a terra.
Il ragazzino sta telefonando e colgo alcuni brani della conversazione in spagnolo che alludono ad un "allagamento della calle". Uno dell'ATM nel frattempo è riuscito a trovare un riferimento telefonico: "Tu sei a Genova? Io sono a Tirana e ce ne sono qua tre: un collega e altri due. Cosa dobbiamo fare? Viene un collegamento? Con Corsico? Ma poi c'è il treno? Ah, ok. Allora li porti tu? Mi raccomando segna tutti quelli che porti a Corsico e quelli che porti a Genova perché sai che poi chiedono il resume. Ciao"
L'altro dipendente ATM chiede spiegazioni: "Ma allora il treno non passa?"
"No, arriva solo fino a Corsico e poi torna indietro perché c'è un problema nella tratta fino a Genova"
"Sì, ho sentito che c'è l'acqua; è straripato il naviglio…"
"Straripato il naviglio??!? Ma non dire cazzate, come fa a straripare il naviglio?! E poi dal naviglio ai binari ce n'è di strada…"
"Beh, comunque poi a Corsico c'è il treno?"
"Così han detto… ora devo andare a Genova, aspettate qua che tra due minuti arriva il bus"
Detto questo si infila nella macchina ATM e parte di volata verso la sua meta.
Il dipendente ATM rimasto comincia allora le sue lamentazioni: "Certo che prima di trovare qualcuno che desse una risposta c'è voluta una vita! È proprio uno schifo: noi dell'ATM abbiamo i nostri problemi ma questi qua sono molto peggio! Non so come fate a prendere questi treni tutti i giorni!"
Si rivolge poi al ragazzino sudamericano: "Mi sa che si viaggia meglio da voi che qua in Italia, vero?"
"Da noi in Ecuador nessuno usa più il treno… avevano troppi problemi e adesso non ce ne sono quasi più e tutti usano il bus che è più piccolino e più facile da gestire".
Poi aggiunge: "Io sono preoccupato anche perché se arrivo troppo tardi alla stazione di Vigevano arrivano i ladri di biciclette che tagliano anche le catene grosse!"
"E sì… sei andato proprio a finire in un bel Paese"
Nel frattempo arriva il bus, anticipato dalla macchina con lo stesso personaggio ATM di qualche minuto prima.
"Ecco il bus, salite che vi portiamo a Corsico. Poi lì c'è il treno!"
Saliamo sul bus, già pieno di malcapitati provenienti da Porta Genova e dopo pochi minuti arriviamo a Corsico. Il bus ci scarica a circa duecento metri dalla stazione, probabilmente a causa delle strade strette; pazienza, riapriamo gli ombrelli e raggiungiamo la stazione dove abbiamo la triste sorpresa: il tanto promesso e desiderato treno NON c'è!
Il nostro paladino dell'ATM non ci ha abbandonato: arriva in stazione e comincia a cercare qualcuno.
"Ma possibile che non c'è mai nessun dirigente di movimento con cui parlare in queste stazioni??!" e ricomincia il giro di telefonate mentre la folla inizia a spazientirsi: "Ma siamo sicuri che ci sono questi benedetti treni?!"
"Sì, c'è il treno, ma alle 22.56" sentenzia un ragazzo appoggiato al muro della stazione.
"Come??!?! Dobbiamo aspettare ancora??!"
Intanto in lontananza si scorgono le luci di un treno in arrivo da Mortara.
"Eccolo! Dai che si parte ragazzi!"
"Sì, ma il display dice che questo va a Milano"
"Già perché secondo te riescono ad aggiornare anche le informazioni in tempo reale?"
Il convoglio viene preso immediatamente d'assalto e la prima vittima è il macchinista, che viene tempestato da centinaia di domande. I pendolari restano sconcertati quando si rendono conto che il macchinista è quasi all'oscuro di tutto: "So solo che mi hanno detto di non proseguire la corsa oltre Corsico, ma non ho avuto istruzioni in merito ad un ritorno immediato verso Mortara di questo treno"
La folla comincia a spazientirsi e quelli più gentili chiedono il numero di un dirigente che rendesse conto della situazione.
A questo punto interviene ancora il paladino dell'ATM: "Fermi tutti! Non potete prendervela con lui. Non ne sa niente. C'è solo da avere pazienza…"
"Ma sì, è vero… non ha senso prendersela con lui… e poi ormai non ha più senso nemmeno protestare! Non otteniamo nulla lo stesso!" borbotta spazientito qualche pendolare nelle retrovie.
Intanto, un gruppo di ragazzi scende dal treno e chiede timidamente: "Ma questo treno allora a Milano non ci va?"
"NO CHE NON CI VA! E nessuno sa nemmeno dire quando riprenderà la circolazione!" rispondono in coro tutti quanti.
"Uff… chi deve andare a Milano? C'È QUALCUNO CHE DEVE ANDARE A MILANO?" urla il paladino. "Dai venite con me che a Milano vi ci porto io!" e si tira dietro un gruppetto di persone.
Dopo una quarantina di minuti e una mezza dozzina di litigi, insulti e scontri verbali tra i pendolari e il personale del treno fermo in banchina, il convoglio parte e ci porta a casa tutti quanti: domattina, ancora una volta, nessuno mai saprà di quello che è successo stanotte!